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Terrae Antiqvae

El mosaico del Colle Oppio. Los Vendimiadores de Nerón

El mosaico del Colle Oppio. Los Vendimiadores de Nerón Foto: El mosaico de los vendimiadores fue descubierto en diciembre, a 13 metros de profundidad, por un equipo de arqueólogos que busca el mundo enterrado bajo las pendientes del Colle Oppio. De tres metros de altura y 2 de ancho, el mosaico representa a cinco hombres durante una escena de vendimia. El personaje mejor conservado es un hombre con barba que corta uvas y lleva una cesta de mimbre en la mano. Otro toca la flauta y los 3 últimos, desnudos, bailan encima de las uvas en una cuba. En 1998, en este mismo lugar, los arqueólogos habían descubierto la "Ciudad Pintada", un fresco de gran belleza conservado en el interior de lo que rápidamente fue bautizado como la "cripta pórtico de las maravillas".
Los arqueólogos sostienen que estos hallazgos "forman parte de un mismo conjunto cuya fachada, decorada con un arco, tenía una altura de 15 metros". Il mosaico della Vendemmia - Colle Oppio. © Roma sotterranea

Un mosaico del siglo I de nuestra era que representa una escena de vendimias acaba de ser descubierto en las excavaciones que se realizan cerca del Coliseo, en lo que fue la antigua Roma.

"Data del siglo I d.C y es un ejemplar cuyo valor artístico es único por su técnica y su finura", afirmó el martes a la AFP uno de los descubridores, que pidió el anonimato.

"Es un descubrimiento excepcional", aseguró por su parte el alcalde de Roma Walter Veltroni, al anunciar que esta zona arqueológica es una de las más importantes de la capital, aunque también una de las más "abandonadas".

Las excavaciones se realizan donde estaba la Domus Aurea, "la Casa Dorada", un gigantesco complejo de palacios, residencias y jardines rodeados por los viñedos y otros cultivos edificado por Nerón después del incendio de Roma en el año 64 después de Cristo.

Se demolió tras el suicidio de Nerón 68 años después para construir la plaza del Coliseo y las Termas de Trajano, dos de los lugares históricos más visitados de la capital italiana.

Lo que fue el palacio de Nerón quedó enterrado, convirtiéndose en una pequeña colina, el Colle d'Oppio, y sólo se descubrió a finales del siglo XV. Las primeras vías de acceso eran pozos provocados por derrumbamientos, dando acceso a las salas del palacio que parecían cuevas.

Sus decoraciones, dibujos geométricos, follajes enriquecidos con rostros y animales, fueron denominados "grotescos". Inspiraron a los grandes pintores, sobre todo a Rafael, pero desaparecieron, carcomidos por la humedad.

El mosaico de los vendimiadores fue descubierto en diciembre, a 13 metros de profundidad, por un equipo de arqueólogos que busca el mundo enterrado bajo las pendientes del Colle Oppio.

De tres metros de altura y 2 de ancho, el mosaico representa a cinco hombres durante una escena de vendimia. El personaje mejor conservado es un hombre con barba que corta uvas y lleva una cesta de mimbre en la mano. Otro toca la flauta y los 3 últimos, desnudos, bailan encima de las uvas en una cuba.

En 1998, en este mismo lugar, los arqueólogos habían descubierto la "Ciudad Pintada", un fresco de gran belleza conservado en el interior de lo que rápidamente fue bautizado como la "cripta pórtico de las maravillas".

Los arqueólogos sostienen que estos hallazgos "forman parte de un mismo conjunto cuya fachada, decorada con un arco, tenía una altura de 15 metros".

"Muchas cosas siguen sin descubrirse en este lugar", afirmó a la AFP uno de los arqueólogos.

El mosaico de los vendimiadores fue encontrado al tiempo que una bóveda en parte destruida sobre la que aparece un poeta sentado.

Fragmento tras fragmento, las excavaciones sacan a la luz todo un barrio de la época de Nerón. El proyecto es ambicioso ya que pretende unificar todas las zonas enterradas en un gigantesco "parque arqueológico" -una parte ya existe- y acondicionarlo.

Las estimaciones preliminares evalúan a 100 millones de euros el presupuesto necesario para este proyecto.

Enlaces relacionados:

http://www.archart.it/archart/italia/lazio/ROMA/archeologia_centro/colle_oppio/thumb0001.htm

http://www.romaspqr.it/ROMA/Domus-aurea.htm

http://digilander.libero.it/operamariastorti/domus.htm

http://www.romaspqr.it/ROMA/Terme_di_traiano.htm

http://www.antiqvitas.it/approfondimenti/domus.aurea.3.htm

http://www.romaeterna.org/altri/portus.html

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La Collina del Colle Oppio, quella su cui sorge la famosa Domus Aurea, è un puzzle ancora tutto da scoprire. Si tratta di un colle praticamente artificiale, costituito da un miscuglio di ambienti della famosa casa di Nerone, la Domus Aurea appunto, e gli ambienti Traianei che si susseguirono alla morte dell'imperatore, quando Traiano li riutilizzo' per istallare le famose terme. Gia' a luglio ci aveva permesso di scoprire ben 11 ambienti in parte affrescati, oggi invece, la solita piccola voragine apertasi sul piano stradale, ci ha permesso di entrare all'interno di uno spettacolo mozzafiato. Con una discesa di 12 metri (tale è l'altezza di questi ambienti), siamo entrati in una prima sala dove, su di una parete, è collocato un bellissimo mosaico con Fauni danzanti, uno che suona il flauto ed altri che pestano l'uva in un grande catino. Numerosi sono i detriti e materiali di risulta sul fondo causati dai crolli per infiltrazioni di acqua e radici. Molte anche le tessere di una parte del mosaico, frammisti a parti di intonaco affrescato. Questo ambiente squadrato poi, immette in un altro rettangolare in parte ancora con intonaco giallo ocra e figure famminili stuccate in basso rilievo. Descriverlo sarebbe comunque sminuirlo. Molto di questo intonaco pero' giace sul fondo, alcuni blocchi sono anche di un metro di lato, e camminare su un simile tesoro è come per un elefante stare in un negozio di cristalli... si fa solo danno! Per questo motivo si è deciso immediatamente di uscire e rimandare la pianificazione dell'ispezione accompagnata da un indagine di tipo archeologico. Spero al piu' presto di rendere disponibile qualche foto se non una parte di video effettuato.

Scoperto alle terme di Traiano, un mosaico del I secolo d.C.

Roma, 17 gennaio 2005 - Il sottosuolo di Roma continua a regalare nuovi straordinari ritrovamenti. Ultimo a venire alla luce èstato un frammento di un mosaico nell'area delle Terme di Traiano sul Colle Oppio. Ad annunciarlo sono stati quest'oggi in Campidoglio il sindaco della capitale, Walter Veltroni, l'assessore alla Cultura, Gianni Borgna ed il Soprintendente ai Beni Culturali, Eugenio La Rocca.

Dall'aprile del 2003 infatti la Sovraintendenza BB.CC. del Comune di Roma ha ripreso le indagini archeologiche nell'area del perimetro delle Terme di Traiano sul Colle Oppio, dove nel 1998 era avvenuta, sul fondo di una galleria sotterranea, la scoperta di un affresco raffigurante una veduta di città, ormai nota come 'Città Dipinta'. L'affresco, unico nel suo genere, si trovava sulla facciata di un grande edificio precedente alla costruzione dell'impianto termale traianeo, e databile quindi nella seconda metà del I secolo d.C.

All'epoca del rinvenimento, indagini endoscopiche avevano rivelato l'esistenza di un ambiente retrostante all'affresco, solo parzialmente interrato, che conservava su una parete un frammento di mosaico, realizzato con tessere colorate su fondo bianco e raffigurante una scena di vendemmia. Nel corso degli scavi, tuttora in corso, effettuati in corrispondenza dell'edificio dell'affresco, uno squarcio apertosi nella volta di copertura ha consentito nei giorni scorsi ad un'equipe di speleologi di calarsi nell'ambiente decorato con il mosaico, profondo oltre 13 metri, ed effettuare delle riprese più dettagliate di quanto fosse stato in precedenza possibile.

«È stata così fatta una scoperta sensazionale - annuncia Veltroni -, dal momento che del mosaico si conserva in realtà un ampio tratto di circa tre metri per due, che raffigura cinque figure maschili intente a svolgere le varie operazioni della vendemmia. Roma è una specie di scatola magica che di tanto in tanto regala delle meraviglie». Nello specifico il mosaico ritrae in un angolo una figura che raccoglie i grappoli d'uva dai tralci di vite, ponendoli in un cesto di vimini. Una seconda figura maschile, ritratta di spalle, suona un doppio flauto, mentre altri tre uomini, nudi e con il capo ornato da corone di foglie, danzano spremendo l'uva all'interno di una vasca rettangolare".

"Così come l'affresco della città - spiega Borgna -, anche questo mosaico, del quale rimangono a terra ampi tratti crollati, costituisce, sia per il soggetto, che per la qualità di esecuzione, un esempio unico di decorazione a mosaico parietale, rarissima, di età verosimilmente neroniana". Al disotto del mosaico una larga apertura, poi tamponata, portava all'ambiente adiacente, del quale, a seguito della costruzione delle Terme di Traiano, si conserva solo una parte, con la volta decorata da un affresco in IV stile a fondo giallo oro, con riquadri atralci vegetali e la raffigurazione di un poeta seduto.

Anche di questo affresco sono numerosi e di grandi dimensioni i frammenti crollati a terra nel corso degli anni, che, il giorno in cui sarà possibile intervenire, potranno consentire la ricostruzione di una superficie più ampia ed arricchire quindi le conoscenze sulla pittura romana del periodo neroniano. L'edificio decorato dall'affresco della 'Città Dipinta' e dal mosaico della Vendemmia fa parte di quel quartiere precedente la costruzione delle Terme di Traiano, del quale numerose altre testimonianze stanno venendo alla luce, arricchendo la conoscenza della città antica e delle sue trasformazioni.

«Stiamo portando avanti con le nostre forze e risorse i lavori di scavo al Colle Oppio - ha concluso Borgna - e sino ad oggi abbiamo speso circa 6 milioni di euro che sono molti, ma molti ancora ne servirebbero per essere più rapidi».
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